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221

Cfr. sopra, nota 45.

 

222

Nel Folletín del 13-2-1838.

 

223

Cfr. ivi.

 

224

Una tappa intermedia fra El Trovador ed El Rey Monje è rappresentata dal Paje, di cui si discorre più avanti.

 

225

Si pensi che nel 1845 El Español (n. 2, p. 8, con un'aggiunta a p. 15) elencava 123 nomi di autori viventi di opere teatrali originali.

 

226

Questo sosteneva Cayetano Cortés nel 1841 (El Pensamiento, p. 193, cit. da LE GENTIL, Les revues littéraires, cit., p. 116), affermando che i contemporanei «vuelven toda su atención a la historia y tratan de buscar en el comercio y comunión de las literaturas pasadas el pasto y la vida que la presente les niega».

 

227

Prefazione a Don Jaime el Conquistador, p. 4.

 

228

Un fine politico affiora nella figura del Cardinal Legato, a proposito del quale l'autore afferma: «si bien mis principios conservadores me prescriben la ley de no usar del drama para destruir las creencias políticas y religiosas, también donde quiera que veo abusos, me considero obligado a combatirlos» (ivi). Occorre tuttavia aggiungere che rimane confinato a una generica descrizione degli intrighi dei potenti a danno dei deboli.

 

229

M. Juan Diana, G. Romero Larrañaga, F. González Elipe. L'opera è in realtà una refundición assai libera della commedia di Hoz y Mota El montañés Juan Pascual primer asistente de Sevilla, ma involgarisce il modello e ne svuota i recursos in una ricerca di troppo facili effettismi. In Una antigualla de Sevilla il Duque de Rivas ne diede una versione più vicina al modello e insieme più dignitosa e sobria.

 

230

S. A. STOUDEMIRE (A spanish Play on the fair Rosamond Legend, in St. in Phil., XXVIII (1931), pp. 325 sgg.) afferma che Gil y Zárate si ispirò alla tragedia Rosemonde di Bonnechose, rappresentata a Parigi nel 1826, ma che la trasformò in una specie di commedia lacrimosa e si giovò, nella trattazione dell'argomento, della stessa libertà di cui fece uso nei suoi drammi storici.