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241

Gli stessi toni si ritrovano nel Paje: «contemplaba inquieto / la calma triste de la escura noche...» (II).

 

242

Cfr. sopra, p. 71.

 

243

Cfr. quanto si diceva a proposito della rielaborazione dell'Anzuelo de Fenisa (p. 34).

 

244

Infatti la mano di Leonor gli è negata proprio a causa del mistero che circonda la sua persona: di qui hanno inizio le sue disavventure.

 

245

Un interessante antecedente nell'impiego di questo motivo è reperibile nel teatro neoclassico e precisamente nel Delincuente honrado, in cui il giudice condanna a morte il proprio figlio Torcuato, che riconosce solo dopo aver pronunziato la sentenza.

 

246

Sull'intenso impiego del suono delle campane da parte dei romantici, cfr. il mio saggio Rintocchi di campane nella letteratura romantica, in Il superuomo e i suoi simboli, II, Firenze, Ed. La Nuova Italia, 1972, p. 103.

 

247

Per il grido d'orrore, vale la pena ricordare quell'«Oh!!!» che chiude Incertidumbre y amor o l'esclamazione con cui le monache suggellano Doña Mencía; ma si potrebbero ancora citare suoni articolati come «¡Alfredo!» su cui cala la tela nel dramma di Pacheco o il più celebre «¡Misericordia, señor! ¡Misericordia!» del Don Álvaro di cui si discorre più avanti. Nella totalità di questi casi, l'urlo finale esce coralmente dalla bocca di tutti gli astanti, con notevoli effetti sonori e psicologici. Per il fragore della tempesta, è ancora da ricordare l'Alfredo, di cui già si è trattato al riguardo.

 

248

Cfr. sopra nota 6.

 

249

Elena, V, 14; Blanca de Borbón di Gil y Zárate, III, 2.

 

250

Don Fernando el Emplazado, I, 8.