251
Bárbara Blomberg, I, 2, 2.
252
Carlos II el Hechizado, IV, 3.
253
El Rey Monje, II, 2, 1.
254
La Morisca de Alajuar, II, 1.
255
El eco del torrente, III, 1.
256
Naturalmente ciascuno di questi simboli ha una sua storia, con origini e significati differenti, sebbene il valore emblematico sia affine. Sul simbolo della prigione e sulle sue fonti, cfr. M. T. CATTANEO, M. J. Quintana, cit., p. 22; cfr. pure D. L. SHAW, Towards the Understanding of Spanish Romanticism, in MLR LVIII (1963), p. 194, e, dello stesso autore, Spain / Romántico, Romanticismo ecc., in Romanticism and its Cognates, Toronto, University Press, 1972, p. 360, dove la prigione è intesa come l'immagine di «un'umanità intrappolata in un'esistenza presieduta da un Dio rabbiosamente ingiusto».
257
Cfr. Blanca de Borbón di Espronceda, II 5, 6 (in cui si trova pure il cupo «sangre en el cráneo de Blanca beberás» (III, 6, cit.), oltre a varie altre espressioni del genere); Blanca de Borbón di Gil y Zárate, IV, l; Don Fernando el Emplazado, III, 6; El Rey Monje, II, 2, 6; Doña María de Molina, III, 1, ecc.
258
Anche di questo motivo è reperibile un interessante antecedente nel teatro neoclassico: nel Sancho García di Cadalso (opera del 1771), la Contessa di Castiglia, ingoiato per sbaglio il veleno destinato al figlio, confessa la sua colpa durante l'agonia.
259
Los Amantes de Teruel, Escena trágico-lírica por DON LUCIANO FRANCISCO COMELLA, s.l.n.a.
260
Eco del Comercio, 25-5-1835, cit.