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Quando salì alle scene di Madrid nel 1834, la commedia era evidentemente superata nell'opinione del pubblico che osservava con maggiore ottimismo la società contemporanea. Conobbe infatti solo quattro rappresentazioni in quello stesso anno e poi scomparve dal repertorio. Larra non si dimostrò molto favorevole verso quest'opera cui rimproverò di aver seguito schemi abusati (cfr. Rev. Esp. del 6-7-1834, ora in BAE CXXVIL p. 416).

 

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Cfr. le lamentele di Luis in I, 1, pp. 69-70, nonché I, 3, p. 73 b.

 

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Cfr., come esempio della sua moralità tradizionale, la sua concezione della vita familiare:


El marido ha de querer
a su muger y guardarla.
Si él va a sus negocios, ella
con la patita quebrada,
y en casa... Pocas visitas,
ocos paseos; no salga
i no es con su esposo; cuide
de sus hijos, que su gala
más bella son ellos... ecc.


(I, 1, p. 7).                


 

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Anche il castigo che colpirà il quartetto ha i caratteri di una conclusione rabberciata, dal momento che l'autore ricorre al vecchio espediente di far intervenire la giustizia. Così dichiara alla fine Justo:


¡Qué cuatro para un presidio!
Yo voy en este momento
ante un alcalde de corte
a manifestar cual debo
u conducta depravada.


(V, últ., p. 28 b)                


 

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Cfr. IV, 4, p. 18 b, dove Cándido si dichiara a Isabel in questi termini:


Hermosa Isabel, yo os amo,
yo os adoro. Hasta ahora nunca
me he atrevido a declararos
la pasión en que por vos
ha tiempo ya que me abraso.
Mas no puedo a su violencia
resistir....



destando la soffocata ilarità della destinataria del messaggio, la quale mormora in un «a parte»:


¡Qué risa! Vamos,
o gasta muchos rodeos...



 

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Questo vale almeno per El amigo íntimo che, a quanto risulta dallo SHIELDS, conobbe un rilevante numero di riprese.

 

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La trama sottolinea il tono di puro divertissement: certo Don Cándido, proclamatosi intimo amico del padrone assente, si installa in casa comportandosi con una franchezza che rasenta la sfacciataggine. Il suo modo di agire irrita chi lo attornia, ma la liberalità di cui fa mostra finisce per accattivargli le simpatie di tutti. Lo spunto venne all'autore da M. Sans-Gêne di Desaugiers e Gentil.

 

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Cfr. l'introduzione alle Obras, p. IX.

 

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Las costumbres de antaño non ha riscosso, in genere, il parere favorevole della critica. È tuttavia doveroso annotare l'opinione discordante di J. HUNTER PEAK, che giudica la commedia felice e allegra (v. Social drama in nineteenth-century Spain, Chapel Hill, Univ. of North Carolina, 1964, pp. 38-39).

 

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I genitori di Leandro, conti, rifiutano le nozze del loro figlio con una certa Zoa perché questa non appartiene all'aristocrazia. Inutilmente Don Luis, padre della fanciulla, perora la causa del ceto borghese («El comerciante (... ) es respetabilísimo, si legal en sus tratos, digno en su educación, honrado en sus costumbres, hace valer el importante cargo de hacer florecer el Estado». Inoltre «el labrador sencillo y operoso» e così pure «el artesano que a duras penas fomenta la industria» sono il vero sostegno della nazione; cfr. III, 14, p. 122); la contessa si attiene, per il proprio figlio, alla norma che «los hombres de su clase se casan, no eligen». Ma un provvidenziale regio decreto nomina Don Luis conte di Alba-flor, rendendo così lecite le nozze ostacolate ma vanificando la polemica filo-borghese che percorre la commedia. «Comedia de poco interés» la definisce giustamente il COTARELO, in Isidoro Máiquez, p. 435.